Chitarra Blues: Il sistema R.A.M.

Chitarra blues: il sistema R.A.M.

Se ti chiedessi di fare una lista che racchiuda i tre aspetti più importanti nel suonare la chitarra blues.. cosa includeresti? Quale aspetto metteresti per primo? Scopriamolo insieme..

Chitarra blues: i 3 elementi fondamentali

In passato leggendo alcune interviste ad alcuni chitarristi famosi mi sono rimaste impresse le parole di Eric Clapton, il quale affermava che il bending è l’unica cosa su cui si esercita, mentre BB King invece avrebbe desiderato suonare più accordi.. Tralasciando questi mostri sacri del blues, cerchiamo di capire cosa suonare per raggiungere dei livelli per lo meno accettabili. Per la maggior parte dei principianti o di chi già suona da tempo, il problema si può risolvere in queste 3 lettere – R.A.M.

Chitarra Accordi LA7 Jazz

R sta ad indicare il Ritmo ed è il fondamento di tutta la musica. Senza di esso è come se volessimo sparare delle note in aria, sperando che cadano nel punto giusto. Molto difficile che accada..

A indica l’Armonia, ossia tutte quelle regole musicali che servono per mettere insieme e concatenare gli accordi. Nel Blues abbiamo il giro di 12 battute, il Gospel blues di 8 battute e numerose varianti. La scelta armonica è quindi fondamentale per un buon accompagnamento, ma deve essere sempre affiancata dal giusto ritmo.

M rappresenta la Melodia, ciò che è cantabile, ripetibile e riconoscibile. Pensiamo alle grandi melodie, “The Thrill Is Gone” di B.B. King o “Sweet Home Chicago” di Robert Johnson, dei classici indimenticabili proprio per la scelta delle note al canto. Proviamo a togliere la melodia e tutto ciò che resta saranno gli accordi ed il ritmo.. magari sarà anche un bel groove, ma nessuno si ricorderà del tema, tantomeno di chi lo ha suonato.

Chitarra blues: importanza dei 3 elementi

Le 3 lettere R.A.M. sono già messe in ordine di importanza ma c’è da dire che gran parte dei chitarristi (e dei musicisti) le applica a ritroso o al limite dal centro – qualche accordo, un pizzico di melodia per poi aggiungere alla fine quel che rimane del ritmo. E’ chiaro che in questo modo non trarremo il massimo dal nostro modo di suonare, perché semplicemente non funziona.

Prova a contare ad alta voce e assicurati di capire bene quando e dove suonare ogni singola nota, in quale preciso punto della battuta suonare. Il ritmo infatti è il primo elemento da tenere in considerazione e non l’ultimo. Dal ritmo nascono i brani, i groove, gli assoli. Ciò che lo determina è la mano destra, che  come dice Keith Richards “is the most important hand in playing the guitar”. Ma il ritmo senza la giusta armonia serve a poco, per questo è importante capire come si sviluppano gli accordi tra di loro e imparare il maggior numero di voicing e rivolti lungo tutto il manico, applicando oltre alle classiche settime anche le none, le tredicesime e gli accordi alterati.. i colori dell’armonia.

Infine cerca di cantare mentre suoni una parte, vedrai che la melodia non solo renderà un brano o un assolo speciale, ma porterà anche la ritmica ad un livello superiore, ad esempio con le note al canto al punto giusto. Pensiamo al grande Joe Pass e ai suoi splendidi arrangiamenti, cantabili, suonati scegliendo note in grado di creare degli intrecci melodici con il solista.

Per concludere se ti trovi ad accompagnare o a suonare una parte solista ricordati di questi concetti, applicali nell’ordine giusto e vedrai che in poco tempo svilupperai un nuovo modo di suonare: sicuramente più consapevole per te che suoni ed interessante per chi ti ascolta.

Buon divertimento!

P.s. Se ti è piaciuto ricordati di lasciare un commento sotto l’articolo!

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